PREFAZIONE
di Paolo Madron
Giornalista finanziario presso “Il Sole 24 Ore”
Quando mi ha chiesto di scrivere la prefazione di questo libro, Nicola Scambia (uno che di mestiere dà consigli su come investire al meglio i nostri soldi) ha voluto a sua volta essere consigliato. Mi ha pregato di dirgli spassionatamente se aveva un senso far uscire un libro come questo con le borse che stanno passando un diluvio universale che al confronto rende il ’29 niente più di un semplice temporale. Ci ho molto pensato e alla fine l’ho invitato a procedere. Ed essenzialmente per due motivi. Il primo in realtà è un auspicio: spero che quando il libro uscirà in libreria sui mercati, se non sarà ancora sereno, almeno abbia smesso di piovere altrimenti saranno guai per tutti.
Il secondo è un convincimento: siccome passeremo i mesi, forse gli anni, a interrogarci sui motivi che hanno portato il sistema finanziario mondiale sull’orlo del collasso, un libro come quello di Nicola ci verrà buono una volta consumate, in una sorta di autocoscienza collettiva della comunità finanziaria, analisi e controanalisi sulle cause del disastro. Perché, come va dicendo più di qualcuno vagando tra le macerie di quella che fino a ieri sembrava una gioiosa e inarrestabile macchina da guerra, il capitalismo non è morto, le borse si riprenderanno, e la gente continuerà a investire il proprio denaro sperando di ricavarne del guadagno.
Siccome però, poiché scottata, non potrà farlo con la stolida leggerezza con cui in molti casi ha sin qui affidato i propri risparmi, ecco che le verrà buono questo manuale di sopravvivenza nella giungla degli approfittatori, razza che nonostante le recenti batoste, è tutt’altro che in via d’estinzione. Gente, per capirci, che ha infinitamente più a cuore il proprio portafoglio che non quello del cliente.
All’investitore servirà perciò un libro maieutico, che lo prenda per mano ricordandogli fondamentali e comportamenti desueti, che lo metta in guardia dalle insidie e che gli dia qualche prezioso suggerimento per tutelarsi. Che lo segua passo passo ma soprattutto lo aiuti a riscoprire due virtù anch’esse obsolete: la ponderazione e la pazienza.
La prima serve a capire che il mercato è un terreno su cui ci si deve muovere con cautela e senza mosse avventate. La seconda che non è un estemporaneo moltiplicatore di ricchezza, un albero della cuccagna che in brevissimo tempo e senza sforzo riempie dei suoi frutti le tasche di chi ci investe.
Puntigliosamente, il refrain di queste pagine è proprio questo, ribadito anche nei decaloghi che compaiono in appendice, una sorta di summa che traccia nettamente il confine che separa un risparmiatore consapevole da un giocatore d’azzardo. Non aspettatevi però di trovare un autore che si limita a suggerire senza sbilanciarsi, restando nel vago dei buoni propositi o peggio dell’ovvio propinato sotto forma di rassicurante vademecum. No, per Scambia la borsa non è, per dirla come un celebre filosofo, una notte dove tutte le vacche sono nere: ci sono prodotti e prodotti, consulenti e consulenti, banche buone e banche cattive. Strumenti finanziari astrusi che finiscono per essere una gabbia in cui si resta fatalmente imprigionati, strumenti che invece nel segno della trasparenza garantiscono la possibilità di far rendere, e facilmente liquidare, il capitale investito.
In un mondo di ladri (Enron, WorldCom, Cirio e Parma-lat, giusto per citare i casi più eclatanti) e spesso di fronte a guardiani distratti o che arrivano ineluttabilmente dopo che si sono consumati i misfatti, ogni mossa deve essere attentamente valutata. Ancorché ultimamente le
ro performance in generale abbiano deluso, Scambia resta un innamorato dei Fondi d’investimento: c’è tutto un capitolo che aiuta il lettore a scegliere quelli giusti orientandolo tra una miriade di prodotti, non limitandosi alle caratteristiche generali ma addirittura indicandone concretamente alcuni che per tipologia ed esperienza mettono al riparo da brutte sorprese. Come altrettanto netta è la sua avversione per gli ETF, Fondi troppo attaccati ai mercati di riferimento i cui rendimenti replicano gli indici, e gli Hedge Funds, il cui tasso speculativo e l’alta sofisticazione richiedono una grande perizia gestionale che purtroppo è sempre più merce rara.
Per Scambia ci sono poi due elementi chiave che sono i prodromi di un buon investimento: la minuziosa definizione del profilo di rischio e la scelta del consulente che gestirà i tuoi soldi.
Nella seconda appendice viene pubblicato il facsimile del documento che definisce le attitudini dell’investitore evoluto, l’anamnesi dei requisiti e delle propensioni in base alle quali si redige l’asset allocation. Ed è una vera e propria radiografia che fornisce al consulente tutti gli elementi di cui ha bisogno per la valutazione del cliente, ma anche a quest’ultimo l’occasione per definire meglio la tipologia del suo approccio. Così come non si può mettere una Ferrari nella mani di un automobilista della domenica, altrettanto infatti non si può impedire di correre a chi sceglie un bolide rombante. Perciò prima di tutto bisogna conoscere se stessi e allo stesso modo farsi conoscere senza in-fingimenti da chi gestisce il tuo denaro.
Scelta tutt’altro che facile.
In questo il libro non consente ambiguità e facilonerie: la scelta del consulente è il risultato di una attenta e spesso lunga selezione. Bisogna metterne alla prova diversi, sapere tutto di loro, e non solo lo storico delle loro performance: ma come vivono, cosa leggono, dove si documentano e quante aziende visitano.
Insomma, bisogna fargli pelo e contropelo, per arrivare ad avere il maggior numero di elementi possibile per motivare una scelta. I soldi, viene rammentato più volte in queste pagine, sono cosa importante su cui non si scherza. Perciò si ha tutto il diritto di conoscere vita, morte e miracoli di chi te li gestisce, senza il timore di rivolgersi altrove quando la persona indicata non sia più di soddisfazione.
In questo Scambia è per nulla corporativo, molto laico, e non risparmia critiche alla sua categoria. Alla fine, senza enfasi, si dice convinto di aver scritto un libro utile per aiutare e orientare l’investitore non professionale. Noi che l’abbiamo letto crediamo ci sia riuscito. Ma se avete delle rimostranze, in calce trovate la sua mail, l’indirizzo e il telefono. Rivolgetevi a lui.
Ha anche scritto un romanzo di un certo successo da cui sta per essere tratto un film. Scoprirete, ed è un pregio, che il vostro consulente-scrittore non è uno che sta tutto il giorno con gli occhi fissi sul terminale delle quotazioni.
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